


Quando leggo Pasolini e guardo le fotografie di Barbero, penso a mio nonno, Valerio Braito, nato nel 1949 nelle Dolomiti, a Domodossola.
Anche lui era innamorato dei paesaggi italiani: le montagne, i sentieri, i villaggi silenziosi. Per lui, la natura non era solo un luogo, ma una casa dell’anima. Ogni volta che guardava quei panorami, sentiva che lì c’era la sua storia.
Le sue fotografie non sono semplici ricordi di famiglia: sembrano parlare la stessa lingua di Pasolini.
Pasolini scrive che l’Italia sta perdendo la sua memoria; mio nonno, senza saperlo, l’ha conservata nello sguardo.
Nelle sue foto riconosco una verità che non passa: l’Italia non è solo un paese, è un modo di sentire il mondo.
Guardando quei paesaggi, capisco che il passato non è lontano. Vive ancora dentro di noi.